Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali e degli Esperti agricoli, 10-12 settembre
Dal 10 al 12 settembre si è svolta a Napoli la Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali e degli Esperti agricoli, occasione di confronto e valorizzazione della diplomazia scientifica italiana. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comitato Nazionale Neapolis 2500 in occasione dell’anniversario della fondazione della città e ha posto al centro la scienza come fattore strategico per l’innovazione, la competitività e la proiezione internazionale dell’Italia. La Conferenza ha sottolineato la volontà del Paese di consolidare la propria leadership tra gli hub tecnologici più avanzati, rafforzando l’attrazione di investimenti e talenti e mettendo in rete le migliori competenze nazionali ed estere.
Accanto ai protagonisti del sistema scientifico italiano, sono state valorizzate alcune eccellenze del territorio campano. Tra queste, la Stazione Zoologica Anton Dohrn – il più antico acquario del mondo e importante centro di ricerca marina – l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV con la sala di monitoraggio vulcanico e sismico di ultima generazione, il Dipartimento di Agraria della Federico II presso la Reggia di Portici – sede del Centro nazionale AGRITECH – e l’Osservatorio astronomico di Capodimonte. La visita all’impianto della SEDA Packaging Group, storica impresa familiare, ha rappresentato un esempio concreto di trasferimento tecnologico dalla ricerca all’industria.
La sessione istituzionale, ospitata presso l’INAF di Capodimonte, ha visto l’intervento del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato come, alla luce della recente riforma della Farnesina, la diplomazia scientifica debba diventare uno dei motori della crescita del Paese, essendo la ricerca un elemento trasversale che unisce innovazione, progresso, cultura e sport. La Ministra dell’Università e Ricerca Anna Maria Bernini ha rimarcato la stretta collaborazione con il MAECI, evidenziando i progressi infrastrutturali quali il Tecnopolo di Bologna, l’AI Factory e la candidatura italiana all’Einstein Telescope, strumenti che favoriranno il rientro di ricercatori e l’attrazione di talenti dall’estero. Hanno inviato messaggi di saluto anche i Ministri Urso (Imprese e Made in Italy) e Lollobrigida (Agricoltura).
Supercalcolo e cybersicurezza. Uno dei temi più discussi è stato quello del supercalcolo e del calcolo quantistico. Il Vice Ministro Cirielli, nell’introdurre il panel, ha indicato che sulle nuove tecnologie del quantum e dell’IA è necessario dialogare tramite la scienza per trovare una linea comune nell’interesse dell’uomo. L’Italia vanta due tra i dieci supercomputer più potenti al mondo – quello di ENI e “Leonardo” presso il Tecnopolo di Bologna – e ben 17 sistemi nella classifica TOP500, con il 7,2% della capacità computazionale mondiale (terzo Paese al mondo, secondo pro capite). Parallelamente, il settore della cybersicurezza in Italia ha raggiunto un valore di 2,48 miliardi di euro, con una crescita del 15% nel 2024. In questo contesto è stata sottolineata l’istituzione della nuova Direzione Generale per le questioni cibernetiche, l’informatica e l’innovazione tecnologica, nell’ambito della riforma del MAECI.
Biotecnologie. Il dibattito ha evidenziato l’urgenza di accorciare la distanza tra ricerca di base e applicazioni industriali, al fine di valorizzare un settore ad alto potenziale per la salute, l’agroalimentare e l’industria farmaceutica.
Spazio. Grande attenzione è stata dedicata al comparto spaziale, sempre più caratterizzato dal contributo di operatori privati e da applicazioni trasversali in campi come agricoltura, finanza, trasporti, tutela ambientale e sicurezza. L’Agenzia Spaziale Italiana ha illustrato le numerose collaborazioni internazionali in corso, non solo con ESA e UE ma anche con USA, Giappone, Corea, America Latina, Africa, ASEAN e Paesi del Golfo, a conferma della rilevanza strategica del settore e delle opportunità per le imprese italiane.
Agroalimentare e innovazione. Le sessioni dedicate all’agroalimentare hanno dato spazio ai progetti finanziati dal PNRR, in particolare OnFoods e Agritech, e alle ricerche innovative in grado di rafforzare sicurezza, tracciabilità e sostenibilità dei processi produttivi. È emerso come tali progressi possano incidere sulla qualità dei prodotti e sull’immagine del Made in Italy all’estero, contribuendo alla crescita delle esportazioni e alla promozione internazionale del settore agroalimentare.
La Conferenza di Napoli ha dunque rappresentato un appuntamento strategico per riaffermare la centralità della scienza e dell’innovazione come pilastri della crescita nazionale e strumenti fondamentali della diplomazia economica e culturale italiana. Ha messo in rete ricercatori, istituzioni e imprese, rafforzando la capacità del Paese di proporsi come polo tecnologico e scientifico internazionale.
Fonte: MAECI
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