La Svizzera consolida il primato mondiale nel deep tech: i dati del Swiss Deep Tech Report 2026
La Svizzera non è soltanto uno dei paesi con la più alta densità di ricercatori al mondo: è diventata, dati alla mano, il paese che converte quella ricerca in imprese tecnologiche con la maggiore intensità di capitale tra tutte le nazioni avanzate. Lo riporta lo Swiss Deep Tech Report 2026, pubblicato dalla Deep Tech Nation Switzerland Foundation insieme a Founderful, Kickfund, Startupticker.ch e Dealroom.co, e presentato il 16 giugno 2026 in anteprima mondiale a VivaTech, la principale fiera europea dell'innovazione tecnologica svoltasi a Parigi.
Il rapporto — concepito come strumento di lavoro per investitori, fondatori di startup e attori istituzionali — offre una fotografia sistematica e comparata dell'ecosistema deep tech svizzero, settore per settore, con dati aggiornati al 2026 e proiezioni sull'evoluzione del mercato. Per chi lavora in ambito di ricerca applicata, trasferimento tecnologico o sviluppo di spin-off universitari, le sue conclusioni sono di grande rilevanza.
Cosa si intende per "deep tech"
Prima di analizzare i dati, vale la pena chiarire il perimetro. Per deep tech si intendono le imprese che fondano il loro vantaggio competitivo su scoperte scientifiche o innovazioni ingegneristiche profonde, tipicamente con lunghi cicli di sviluppo, elevate barriere tecnologiche all'ingresso e potenziale di impatto trasversale su più settori economici. Non si tratta di semplici app o piattaforme digitali: si tratta di robotica avanzata, intelligenza artificiale applicata a problemi complessi, biotecnologie, calcolo quantistico, fotonica, materiali avanzati, tecnologie per la salute e per il clima.
La distinzione è importante perché proprio questo tipo di imprese — ad alta intensità di ricerca, spesso nate da laboratori universitari — è il cuore dell'ecosistema che il rapporto analizza.
Il primato svizzero: i numeri
Il dato più significativo del Swiss Deep Tech Report 2026 è di immediata lettura: tra il 2020 e il 2026, il 63% di tutto il capitale di rischio investito in Svizzera è andato a imprese deep tech. Si tratta della quota più alta al mondo, superiore alla Cina (56%) e agli Stati Uniti (54%), e quasi doppia rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.
Sul fronte della spesa pro capite, il paese destina 1.470 dollari per abitante al deep tech, prima in Europa (davanti alla Svezia con 1.328 dollari) e tra le prime tre nazioni al mondo, affiancata solo da Israele e dagli Stati Uniti. In termini assoluti, i finanziamenti al deep tech svizzero sono cresciuti di quasi cinque volte rispetto al 2015, raggiungendo il record di 2,6 miliardi di dollari nel 2025.
Dal 2021 al 2025, le startup svizzere hanno raccolto complessivamente 21,95 miliardi di dollari in venture capital, rispetto a una mediana OCSE nello stesso periodo di 7,8 miliardi: oltre tre volte di più. Il tasso di crescita annuo composto degli investimenti in Svizzera tra il 2016 e il 2025 è stato del 15,9%, contro una mediana OCSE del 14,7%.
ETH Zurigo e EPFL: i motori della trasferimento tecnologico
Per chi lavora in ambito accademico o di ricerca pubblica, uno dei dati più interessanti riguarda le università. Il rapporto conferma che ETH Zurigo e EPFL Losanna sono le due istituzioni europee che generano il maggior numero di nuove spin-off deep tech con sostegno di venture capital. Questo primato si è ulteriormente consolidato dal 2023, ampliando il distacco dagli atenei concorrenti (Università di Oxford, Cambridge, Technical University Munich tra le prime)
La coesistenza di due poli di eccellenza — uno di tradizione germanofona a Zurigo, l'altro francofono a Losanna — crea un effetto moltiplicatore: l'ecosistema di acceleratori, fondi pre-seed e programmi di trasferimento che gravitano attorno a queste università (tra cui Venture Kick, che punta a supportare 3.000 startup entro il 2035) alimenta un flusso costante di nuove imprese fondate da ricercatori.
Particolarmente rilevante è il fatto che la coorte di spin-off uscite da ETH e EPFL negli ultimi due o tre anni stia ora entrando nella finestra seed-Series A — quella fase in cui il valore delle imprese e il capitale raccolto crescono in modo più rapido. Il momento di accelerazione più visibile, quindi, deve ancora manifestarsi pienamente nelle statistiche di finanziamento.
I settori in maggiore crescita
Il rapporto analizza in dettaglio l'evoluzione della composizione settoriale delle nuove imprese deep tech fondate in Svizzera, mettendo a confronto il periodo 2010-2021 con quello successivo al 2022. Il cambiamento è netto.
Intelligenza artificiale e machine learning sono diventati il secondo settore per creazione di nuove imprese: dal precedente 11% della quota di nuove aziende fondate, si è passati al 25% — una ogni quattro nuove deep tech svizzere. La Svizzera vanta anche la più alta densità di ricercatori in intelligenza artificiale al mondo, doppia rispetto a Regno Unito e Stati Uniti. Questo non significa soltanto che ci sono molti ricercatori: significa che queste persone, in misura crescente, fondano anche imprese.
La robotica cresce ancora più rapidamente rispetto ai peer internazionali. Dal 2020 in poi, la Svizzera ha creato 3,5 volte più startup di robotica con sostegno di venture capital pro capite rispetto agli Stati Uniti, cinque volte più del Regno Unito e sei volte più della Germania. Imprese come ANYbotics (robot per ambienti industriali difficili, spin-off di ETH Zurigo) e Mimic (robotica chirurgica) rappresentano questo percorso: dalla ricerca di laboratorio al prodotto industriale.
Il comparto "Future of Compute" — che include semiconduttori, calcolo ad alte prestazioni, fotonica e sistemi embedded — ha registrato nel 2026 il suo anno record in termini di finanziamenti. La Svizzera deposita sette volte più brevetti europei pro capite rispetto alla media UE, trainata dalla sua industria microelettronica e dei sensori ad alta precisione. Aziende come Corintis (raffreddamento di chip a livello di wafer) e Kandou (interconnessioni ad alta velocità) operano alla frontiera di questo settore.
Biotecnologie e TechBio restano la base più ampia dell'ecosistema per numero di startup con capitale di rischio e per valore d'impresa complessivo creato fino ad oggi. Il 2025 è stato l'anno più attivo di sempre per i finanziamenti in questo settore. La combinazione di una solida base nelle scienze della vita — centrata su Basilea ma diffusa su tutto il territorio — con competenze ingegneristiche e di intelligenza artificiale crea un'ibridazione ancora rara a livello globale. Da segnalare Windward Bio, con founder italiano.
MedTech: le imprese svizzere sviluppano tecnologie all'interfaccia tra fisiologia umana e ingegneria. Distalmotion (chirurgia robotica), e realtà attive nel trattamento dell'ictus e nella diagnostica oncologica, illustrano questo orientamento. Da segnalare Mynerva, con founder italiano.
Climate tech ed energia: il rapporto sottolinea una connessione interessante — la corsa all'intelligenza artificiale è anche una corsa all'energia. Le infrastrutture di calcolo consumano enormi quantità di elettricità, e questo crea sia una sfida sia un'opportunità per chi lavora su soluzioni energetiche. Climeworks (rimozione di CO2 dall'atmosfera, con oltre un miliardo di dollari raccolti complessivamente), Oxyle (uno spin-off di ETH che distrugge permanentemente i PFAS — i cosiddetti "inquinanti eterni" — nelle acque) e Ecorobotix (robot agricoli per la distribuzione di precisione dei fitofarmaci, con una riduzione stimata dell'uso di pesticidi fino al 95%) mostrano la direzione: ingegneria svizzera applicata ai problemi più difficili della transizione ecologica.
Il nodo del capitale late-stage: un'opportunità aperta
Il rapporto identifica con chiarezza il principale punto di debolezza strutturale dell'ecosistema svizzero: la scarsità di capitale domestico nelle fasi avanzate di sviluppo delle imprese. Per i round di finanziamento compresi tra 15 e 100 milioni di dollari, l'82% del capitale proviene dall'estero, rispetto a una media europea del 60%. Nei round superiori ai 100 milioni, gli investitori stranieri arrivano a coprire l'88% del totale, con quelli statunitensi che da soli forniscono oltre la metà del capitale late-stage. La quota di investitori svizzeri — che partecipano a circa un terzo dei round nelle fasi iniziali — precipita al 12% nelle fasi più avanzate.
Questo dato ha una doppia valenza. Da un lato, testimonia l'attrattività internazionale dell'ecosistema svizzero: i migliori investitori globali arrivano in Svizzera di propria iniziativa, alcuni aprendovi uffici permanenti. Dall'altro, segnala che una larga parte del valore creato dalla ricerca svizzera viene catturata da soggetti stranieri, mentre gli investitori istituzionali domestici — in primis i fondi pensione — restano largamente assenti nella fase in cui il ritorno potenziale è più elevato.
Wanja Humanes, partner di Kickfund, ha riassunto il paradosso in modo efficace: la Svizzera ha costruito uno degli ecosistemi deep tech più avanzati al mondo senza un franco di venture capital pubblico — una risorsa che in altri paesi europei sostiene pesantemente le fasi di sviluppo — eppure i migliori investitori internazionali arrivano autonomamente.
Implicazioni per ricercatori e accademici italiani
Alcuni spunti di riflessione per la collaborazione bilaterale con l'Italia.
Il primo è di tipo comparativo: La Svizzera dimostra che la filiera ricerca-spin-off-venture capital può funzionare in modo integrato in un paese di piccole dimensioni — ma richiede un ecosistema di supporto coerente, dall'università ai fondi di seed capital, dagli acceleratori alle politiche di trasferimento tecnologico. Un modello che può fornire ispirazione per l'Italia, sia a livello nazionale che regionale. La complessità e la dimensione del sistema italiano, dall'accademia al sistema imprenditoriale, alla disponibilità di capitali privati è da tenere in attenta considerazione.
Il secondo spunto riguarda le opportunità concrete di collaborazione e mobilità. L'ecosistema svizzero attrae attivamente talenti internazionali. La Svizzera ha la più alta densità mondiale di ricercatori in intelligenza artificiale, ma molti di questi sono stati formati altrove. ETH Zurigo e EPFL offrono programmi di dottorato, post-dottorato e visiting faculty di livello mondiale, spesso con connessioni dirette all'ecosistema imprenditoriale. È importante sostenere l'attrattività del sistema accademico e di ricerca italiano, anche attraverso accordi di collaborazione con le università e i politecnici svizzeri. I ricercatrici e ricercatori italiani in Svizzera sono oltre 5000, nei settori pubblici e privati e rappresentano una importante risorsa per le collaborazioni bilaterali.
Il terzo spunto riguarda il modello stesso di trasferimento tecnologico. Il rapporto descrive un ecosistema in cui le università non si limitano a "fare brevetti" e poi sperare che un'impresa li acquisti: ETH e EPFL sono descritte come istituzioni che producono fondatori di imprese, che accompagnano i ricercatori nel percorso di creazione di startup, che attraggono capitale di rischio già nelle fasi iniziali. Venture Kick, il principale programma di accelerazione pre-seed svizzero, ha sostenuto migliaia di startup universitarie negli ultimi anni.
Lo Swiss Deep Tech Report 2026 sarà aggiornato con un indice digitale in tempo reale che permette di esplorare i dati per settore e per localizzazione geografica. Il rapporto completo è disponibile per il download gratuito sul sito di Deep Tech Nation Switzerland.
Una nota metodologica finale, utile per valutare la portata di queste conclusioni: il rapporto è co-redatto da alcuni dei più attivi investitori deep tech svizzeri (tra cui partner di Founderful, Kickfund e Sequoia Capital) e da analisti di Dealroom.co, una delle principali piattaforme di dati sull'ecosistema startup europeo. La prospettiva è quindi parzialmente quella di chi ha un interesse diretto nello sviluppo dell'ecosistema. I dati di base sono tuttavia verificabili e in larga misura coerenti con fonti indipendenti. Chi voglia approfondire può confrontarli con i rapporti OCSE sull'innovazione e con le statistiche Eurostat sugli investimenti in R\&S.
Riferimenti e approfondimenti
Articolo di presentazione su Startupticker.ch
Deep Tech Nation Switzerland Foundation
Approfondimenti sulla Svizzera da studi del CG a Zurigo
Fonte: AS per la Svizzera
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