Scienziati italiani: investire nella ricerca per rilanciare il Paese

04/01/2021 - MAECI DGSP

Un gruppo di 14 illustri scienziati italiani, già firmatario in ottobre di un lettera aperta indirizzata al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'Università e Ricerca, Gaetano Manfredi torna a far sentire la sua voce richiamando il ruolo della ricerca quale fonte primaria dell’innovazione nelle società tecnologiche avanzate. Gli scienziati, nell’imminenza della discussione del Piano nazionale di resilienza e rilancio per il Recovery Fund, ribadiscono il valore degli investimenti nella ricerca di base, moltiplicatori potenti di crescita e sviluppo socio-economico, a rendimento differito nel tempo ma con effetti di lunga durata.


Gli scienziati rilanciano la proposta avanzata al premier Conte in ottobre: "Un investimento di 15 miliardi di Euro in 5 anni, pari al 7% della cifra stimata per l’Italia nel piano Next Generation Eu, ci permetterebbe di propiziare e accelerare la rinascita che verrà”.


Molti Paesi – dicono gli scienziati - sono sulla strada del potenziamento della ricerca, tra questi la Spagna che propone di impiegare il 36% dei fondi (tra bilancio ordinario e Next Generation Eu) per ricerca, educazione e formazione continua. Proposte analoghe sono in corso di adozione da parte di altri Membri dell’Unione.


"La Francia - sottolineano gli scienziati - si prefigge di raddoppiare i fondi posti a bando dall’Agenzia Nazionale per la Ricerca per progetti in tutte le discipline, portando a circa 1 miliardo di Euro per anno i 450 milioni del 2020, con lo scopo di raggiungere un numero di progetti di eccellenza finanziati superiore al 25% della richiesta, lo standard delle migliori agenzie di finanziamento. 


 "Per un livello competitivo, l’Italia dovrebbe prevedere – dicono i firmatari del documento - bandi Prin di almeno 600 milioni di Euro l’anno, con un finanziamento complessivo di 3 miliardi di Euro nel quinquennio”. Altro punto della proposta, il reclutamento di ricercatori. Nel prossimo quinquennio, 4 miliardi di Euro potrebbero permettere concorsi per circa 5000 ricercatori ogni anno: “per invertire una tendenza che vede lo sbilanciamento drammatico tra i ricercatori italiani che espatriano rispetto ai ricercatori stranieri che scelgono di lavorare nelle strutture di ricerca italiane”. Infine, terzo punto, infrastrutture scientifiche per 8 miliardi di Euro, selezionate all’interno dell’attuale Pnr 2021-2027 (Piano Nazionale della Ricerca) recentemente validato dal Cipe, per “attrarre ricercatori dall’estero e moltiplicare gli effetti positivi degli investimenti sui progetti e sul capitale umano".


La lettera è firmata da Ugo Amaldi, fisico, Presidente Emerito della Fondazione Tera; Angela Bracco, fisica, Università di Milano, Presidente della Sif; Cinzia Caporale, Etica e Integrità nella Ricerca, Cnr; Luisa Cifarelli, fisica dell'Università di Bologna; Daniela Corda, biologa Cnr; Paolo De Bernardis, astrofisico, Sapienza Università di Roma; Massimo Inguscio, fisico, presidente del Cnr; Massimo Livi-Bacci, demografo, Accademia dei Lincei; Luciano Maiani, fisico, Sapienza Università di Roma; Alberto Mantovani, immunologo, Humanitas University, Milano; Giorgio Parisi, fisico e presidente dell’Accademia dei Lincei; Alberto Quadrio Curzio, economista e presidente Emerito dell’Accademia dei Lincei; Angela Santoni, immunologa della Sapienza Università di Roma; Lucia Votano, fisica ai Laboratori di Frascati dell’Infn.


(foto Cnr)





Fonte: Adnkronos

Paese: ITALIA

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