Spagna
Ricerca e innovazione in Spagna
La Spagna è un Paese scientificamente giovane e dinamico. Nella parte centrale del secolo scorso, il lungo isolamento politico ha determinato anche un isolamento culturale profondo, sentito soprattutto nei settori più innovativi, ad evoluzione più rapida, con più alto trasferimento tecnologico. A partire dagli anni ’80, grazie anche ad un’efficace e lungimirante politica di uscita e rientro di talenti in formazione, oltre che ad una politica di apertura verso eccellenti candidati stranieri, molto del ritardo accumulato è stato, come si vedrà, recuperato.
Una prima indicazione sull’eccellenza scientifica del Paese si può avere considerando i vincitori di premio Nobel. Si evidenzia in questo modo una forte tradizione in campo medico. Degli 8 premiati spagnoli (la Spagna risulta essere il 24° Paese nella speciale graduatoria dei Paesi con maggior numero di premi Nobel vinti), 2 sono di area scientifica, assegnati in particolare per la Medicina: Santiago Ramón y Cajal (1906) e Severo Ochoa (1959). Recentemente, alle eccellenze in campo medico si sono aggiunti importanti contributi spagnoli in molte altre discipline. Per fare un confronto con il nostro Paese, dei 21 vincitori italiani (per cui l’Italia risulta essere il 12° Paese della lista), 14 sono di area scientifica.
Nella tabella seguente, dati recenti sullo stato della Scienza in Spagna sono confrontati con quelli dell’Italia, della Francia (Paese confinante con entrambi) e del Paese più virtuoso al mondo per quel dato specifico. È utile a questo riguardo ricordare che la Spagna ha una popolazione di 47,4 milioni di abitanti, inferiore ai 59,1 italiani e 67,8 francesi (dati del 2023):
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|
Spagna |
Italia |
Francia |
Paese leader |
|
% PIL in ricerca e sviluppo |
1,41 (30°) |
1,53 (26°) |
2,35 (14°) |
5,44 Israele |
|
n° ricercatori / milione |
3109 (33°) |
2672 (35°) |
4926 (17°) |
8714 Corea del Sud |
|
n° articoli indicizzati |
104353 (12°) |
127502 (6°) |
112838 (10°) |
744042 Cina |
|
Indice H |
1154 (12°) |
1276 (8°) |
1442 (5°) |
2898 USA |
Tabella 1: Confronto tra la Spagna e altri paesi per: percentuale del PIL investita in ricerca e sviluppo (fonte: worldbank.org, 2023); n° ricercatori per milione di abitanti (fonte: worldbank.org, 2023); n° articoli indicizzati (fonte: scopus, 2022); indice di Hirsch totale (fonte: scimago, 2022).
Dalla tabella si evince come gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentino per Italia e Spagna una simile frazione di PIL, in lenta crescita per entrambi i Paesi (nel 2000, era 0,88 in Spagna e 1.04 in Italia), tuttavia ancora molto distante da quella della Francia e dei Paesi con maggiore capacità di innovazione. Lo stesso accade per il numero di occupati del settore ricerca, leggermente maggiore, in proporzione alla popolazione, per la Spagna rispetto all’Italia, ma comunque lontano da Francia e Paesi scientificamente più avanzati. La distanza si riduce invece per quantità e qualità (quantificata dall’indice H o di Hirsch) della produzione scientifica. Questo andamento, decisamente positivo per Italia e Spagna, è ulteriormente evidenziato nella tabella seguente.
|
|
Spagna |
Italia |
Francia |
|
Citazioni/articolo |
1,12 |
1,23 |
1,11 |
|
Documenti/ricercatore |
0,71 |
0,80 |
0,39 |
|
H index / n° ricercatori |
7,90 |
7,96 |
4,37 |
|
% ricercatrici |
41,3 |
34,2 |
28,3 |
Tabella 2: Confronto tra la Spagna ed altri paesi, considerando: citazioni per articolo; numero annuo di documenti pubblicati per ricercatore, indice di Hirsch per ricercatore (fonte: scimago, 2022), percentuale del numero di ricercatrici rispetto al totale (fonte: UNESCO,2019).
Da questi dati si evince come il divario tra Francia, Italia e Spagna si annulli per quanto riguarda il numero di citazioni per articolo, chiaro indice di rilevanza della produzione e di come, normalizzando per il numero di ricercatori attivi, si trovino indici di produttività e qualità della produzione estremamente positivi e simili per Spagna e Italia, ai primissimi posti su scala globale (confrontabili solo con quelli del Canada) e significativamente superiori a quelli della Francia . Un ulteriore dato molto positivo per la Spagna è l’alta percentuale di ricercatrici attive, nettamente superiore a quella di Italia e Francia, dato che denota una notevole attenzione al tema dell’uguaglianza di genere.
Veniamo ora all’analisi della qualità del sistema universitario, così come emerge dalle principali agenzie di ranking, quali il QS World University ranking e il Times Higher Education (THE) ranking. Secondo QS, tra le prime 1200 del mondo figurano 31 Istituzioni spagnole e 41 italiane. Le prime tre in Spagna sono l’Università Autonoma di Barcellona (n° 178 al mondo) seguite dall’Università di Barcellona e dall’ Autonoma di Madrid; per l’Italia, le migliori 3 risultano essere il Politecnico di Milano (n° 139 al mondo) seguito dall’Università di Bologna e dalla “Sapienza” Università di Roma. L’analisi condotta da “THE” riporta uno scenario analogo, leggermente più favorevole all’Italia nel numero di Istituzioni di alto livello, comunque tutte lontane dalle posizioni di vertice. In particolare, “THE” premia 55 Università italiane e 27 spagnole tra le prime 1000 istituzioni al mondo, con l’Università di Bologna (n° 161 al mondo) e l’Università di Barcellona (n° 182 al mondo) individuate come le migliori nei due Paesi. La media del piazzamento delle migliori tre università dei due Paesi è molto simile.
Le Università spagnole sono fortemente accentrate nelle aree di Madrid e Barcellona. Delle 93 Università riconosciute, 51 pubbliche e 42 private, 22 sono nell’area di Madrid e 8 in quella del capoluogo catalano. Il numero di studenti delle Università di Madrid è in costante aumento, con più di 100.000 studenti fuori sede, di cui circa la metà stranieri. La comunità italiana è tra le più numerose.
La Spagna si è dotata, nel 2022, di una nuova Legge della Scienza, Tecnologia e Innovazione. Le entità controllate dal “Ministério de Ciencia e Innovación” sono divise in:
- Enti pubblici di Ricerca (OPI): “Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas (CIEMAT)”, “Consejo Superior de Investigaciones Científicas” (CSIC, di gran lunga il più grande organismo, confrontabile con il CNR italiano), “Instituto de Salud Carlos III” (ISCIII), “Instituto de Astrofísica de Canarias” (IAC);
- Infrastrutture scientifiche e tecniche singolari (ICTS);
- Comitato Polare Spagnolo;
- Consorzi e fondazioni;
- Centri e unità di eccellenza;
- Organismi e infrastrutture di ricerca internazionali;
- ”Instituto de España” e Accademie Reali.
Tra questi centri figurano delle eccellenze assolute ben note in campo internazionale.
È difficile dare una stima del numero di scienziate/i italiane/i che lavora stabilmente in Spagna. Presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid è iniziato un censimento che dovrebbe produrre presto della documentazione. Certamente si tratta di un numero elevato, stimabile in più di 3.000 unità, anche a causa dei criteri di qualità assoluti adottati per il reclutamento in Spagna negli ultimi trenta anni, e dell’offerta di eccellenti ricercatori provenienti dalle Università italiane, per molti anni impossibilitate ad assumere con continuità i talenti formati. I docenti e ricercatori italiani occupano in molti casi posizioni di assoluto prestigio nel sistema di ricerca e alta formazione spagnolo. Limitandoci solo ad alcune eccellenze che hanno avuto recentemente contatti con l’Ambasciata, ricordiamo Eugenio Coccia (direttore dell’Istituto di Fisica delle Alte Energie, IFAE, Barcellona), Caterina Biscari (direttrice dell’”ALBA Synchrotron” a Barcellona), Romano Corradi (già direttore di “GranTeCan”, Grande Telescopio Canario), Valeria Camporesi (UAM, direttrice della “Filmoteca española”). L’associazione ARIS (Associazione dei Ricercatori Italiani in Spagna) sta riprendendo la sua attività, dopo una fase di rallentamento dovuta in parte al COVID, con il sostegno dell’ufficio dell’Addetto Scientifico dell’Ambasciata.
Chiudiamo la trattazione con una breve analisi delle possibilità di investimento in ricerca e sviluppo. Studi recenti hanno mostrato chiaramente che in Spagna l’investimento in ricerca e sviluppo delle aziende private, rapportato al PIL, è molto limitato, pari a meno della metà della media di quello dei 27 paesi membri della UE (stimata essere l’1,67% del PIL). L’indice di innovazione dei due Paesi è stato valutato molto simile, con l’Italia al 28° e la Spagna al 29° posto su scala globale (dato estratto dal sito del World Intellectual Property Organization). Per entrambi i Paesi pesano le forti differenze in capacità di innovazione in diverse aree del Paese. Nel 2022, la bilancia dei pagamenti tra i due paesi è stata leggermente favorevole per il nostro Paese; per l'Italia, la Spagna rappresenta il quarto mercato per le esportazioni ed il quinto Paese fornitore. La Spagna è un terreno fertile per le imprese italiane ad alta capacità di innovazione, anche perché il livello tecnologico dei beni che l’Italia esporta è molto superiore a quello dei prodotti che importa. Lo scenario attuale spagnolo, analogamente al nostro Paese, è dominato da un PNRR (Plan de Recuperación Transformación y Resiliencia) di circa 164 miliardi, secondo solo a quello italiano. I primi 70 miliardi, di trasferimenti a fondo perduto, pur toccando diversi ambiti, riguardano, in sostanza, l’innovazione per circa l’85% (23% in modernizzazione e digitalizzazione tessuto industriale e PMI, 20% agenda urbana e rurale; infrastrutture resilienti 15%, istruzione e conoscenza 10%, transizione energetica 10%, Scienza e Innovazione 7 %, residuo 15% di contenuto meno tecnologico). Il sistema spagnolo è molto ricettivo, con forte capacità di innovazione in alcune aree (ad esempio, la regione di Madrid è confrontabile con la Lombardia per questo parametro).
In Ambasciata, l'Ufficio economico e commerciale, in sinergia con l’Addetto scientifico, che ha assunto a partire dal 17 Aprile 2023, collabora in modo stretto e continuativo con l’Ufficio dell’Agenzia ICE a Madrid, fornendo supporto costante ad aziende e start-up nazionali e presentando le opportunità di investimento in Italia (tra le recenti attività promosse figurano: partecipazione di start-up italiane a “Smart Cities”, novembre 2022 fiera di Barcellona; “Mobile World Congress”, inizio 2023, fiera di Barcellona; presentazione delle opportunità di investimento a Genova il 2 giugno, in collaborazione anche con il Comune della città ligure).
Madrid, 21 giugno 2023
Indici d'innovazione e produzione scientifica - Spagna
Global Innovation Index (GII) 2021 | Scimago Country Ranking 2020
| INDICE | RANK |
|---|---|
| 29 | |
| 12 | |
| 30 | |
| 26 | |
| 12 |
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